Di ritorno delle ferie, 37 gradi fissi fuori(benedetto l’inventore del climatizzatore che ho installato in tutta casa), l’impatto del lunedì lavorativo dopo 20 giorni di ferie… c’è il rischio di bruciare il relax in 10 minuti del normale tramtram. Per fortuna Milano è ancora vuota e talmente vivibile che è si possono tenere ritmi umani anche qui… Così sono riuscito a vedere tutto quello che ho intorno, ed ad apprezzare quello che ho. I 20 giorni in Sicilia, sicuramente mi hanno dato nuova linfa.. l’affetto dei genitori, degli amici di sempre, che anche se lontani 1700km per 6 mesi alla volta, ti fanno sentire il loro amore e calore come se non fossi mai andato via. Sono così riuscito a mettere da parte i veleni del tenore di vita metropolitano, e di tutto lo schifo che c’è in giro per concentrarmi solo sulle cose belle e soprattutto semplici, perchè alla fine sono quelle le cose che tieni per te. Mi alzavo alle 10, e trovavo la casa invasa dal sole… il balcone della cucina aperto con quell’arietta che ti avvolge il viso, un sacchetto di brioche siciliane del panificio sul tavolo, e mezza tazza di caffe freddo rimasto nella moka. Mangiavo qualcosa, e poi andavo a fumare la mia sigaretta di rito nello studietto, che da sul lato cieco del palazzo, sentivo le voci e gli odori della mia città, e guardavo la foto dei miei nonni sulla parete. La mattina continuava andando a salutare con un caffè un qualche amico, pranzo con i miei, e poi mare con gli amici….arsi dal sole, granita o coppetta di gelato sul ritorno, rigorosamente in scooter, magari allungando la strada per passare da quelle strade che non vedo da mesi, dovè ho mille ricordi felici. Cene con gli amici, serate in compagnia fino a tardi, il silenzio della città alle 3 di notte, si, il silenzio sentito dal balcone di via porta di mare, mille pensieri e ricordi. E il mio letto, materasso a molle e rete vecchie di 2o anni, fanculo il materasso in schiuma da mille euro, quello è il mio materasso, e ci dormo da dio. Ho rallentato il ritmo, e rallentando quello riesci a vedere le cose che hai, e che nel tram tram Milanese fatto del “voglio di più” neanche consideri… Mi sono perso così negli occhi blu cielo di Mattia il figlio di Marcello, e nello sguardando di Leo e Pallina, i cani di mio zio. E tutto sembra più buono, senti odori e profumi che avevi dimenticato, senti lo scorrere del tempo, che avevo quasi dimenticato. Allora apprezzi tutto il verde della Brianza, il sorriso del bambino che in aereo sghignazza giocando con la mamma, tutto quello che posseggo ed avevo dimenticato di avere, sempre in compagnia di chi amo.
Fino a quando questa città ritornerà ad essere quella bolgia che è di solito, e proverà a inghiottirmi… Nel frattempo mi godo tutto quello che ho… con gusto, e fanculo alla merda che c’è in giro, a chi vende figli e amore al lavoro, a chi è così triste da non avere tempo e trova amici ed amanti fra colleghi di lavoro, a chi pensa di trovare la felicità nei beni materiali e la ricerca di continuo come un cane che si morde la coda, le persone vere siamo noi.

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